mercoledì 26 agosto 2009

18. Teocrazia

Anche se non è una forma di governo, la religione condiziona la politica, a tal punto che, in un libro di politica, non si può ignorarla. Io qui mi limito a prendere in considerazione il cattolicesimo e lo faccio prendendo a prestito il pensiero di Giovanni Paolo II.
Il principale vantaggio di un regime teocratico è quello di escludere ogni dubbio dall’orizzonte personale e sociale.
Il principale svantaggio può essere ravvisato nella negazione della libertà di pensiero e di coscienza delle persone.

17. Federalismo

In senso politico, il termine Federalismo (dal latino foedus: patto, contratto, alleanza) indica un «contratto» fra Stati sovrani, che rinunciano ad una parte della propria sovranità e si associano in modo da formare un unico organismo politico, allo scopo, dichiarato o meno, di incrementare la propria forza e garantirsi condizioni di pace interna e favorevoli opportunità in campo economico, ma anche di garantire che i diritti dei cittadini siano rispettati nei singoli Stati.
Se si riuscirà a realizzare la Federazione Europea, non c’è ragione che non si riesca a fare altrettanto a livello mondiale. I fautori del federalismo mondiale temono che, finché ci sarà un solo Stato sovrano e armato, la pace nel mondo sarà in pericolo. Sono molti oggi a vedere nel federalismo mondiale il modo migliore per governare tutti i popoli della terra.
I vantaggi del f. sono numerosi e consistenti, ma gli svantaggi non mancano.

16. Corporativismo

Il c. è una forma di organizzazione centralizzata della società.
Vi prevale la logica del gruppo, mentre le libertà della persona appaiono più o meno sacrificate.

15. Anarco-capitalismo

Dall’unione dell’individualismo capitalistico con l’anarchismo prende origine una particolare corrente politica, detta Anarco-capitalismo, il cui esponente maggiormente rappresentativo è considerato Murray Rothbard.
Al centro dell’a.-c. c’è l’individuo, che è un essere dotato di volontà, desideri, ideali e progetti, ma anche dei mezzi necessari per raggiungere i suoi scopi. Sotto questo aspetto, si deve intendere che ciascuno è padrone di se stesso.
Lo Stato è un ente negativo, che non ha il diritto di entrare nella vita privata dei cittadini. Ma, a questo punto, che ne sarà delle persone sfortunate?

14. Capitalismo

Il capitalismo è un complesso sistema economico-finanziario che oggi domina sul mondo. Essendo capace di esercitare una determinante influenza sulla politica e sugli stili di vita delle persone, risulta pressoché impossibile restare indifferenti di fronte ad esso. E, in effetti, oggi i popoli delle Terra si possono dividere in due parti, a seconda di come si rapportano col c.
Gli estimatori del c. hanno dalla loro l’evidenza dei fatti, i quali dimostrano che il mondo non ha mai prodotto tanta ricchezza come negli ultimi due secoli.
I denigratori hanno certamente ragione quando osservano che questa ricchezza è mal distribuita e, a lungo termine, può generare tutta una serie di eventi negativi.
Questi ultimi, e io sono fra loro, hanno la responsabilità di indicare i correttivi da applicare al c. oppure le vie alternative ad esso.

13. Liberalismo

I liberali sostengono l’esistenza di diritti umani universali, inalienabili e antecedenti ad ogni società, i cosiddetti diritti innati, dinanzi ai quali anche il più grande re deve inchinarsi, e vedono nello Stato un prodotto dell’uomo e uno strumento in mano ai cittadini, la cui funzione è quella di farsi garante di quei diritti.
Secondo la concezione liberale, lo Stato è un male necessario e bisogna minimizzarlo attraverso la realizzazione di un sistema politico capace di coniugare la massima libertà dell’uomo con la minima ingerenza da parte del governo.
Il principale vantaggio del pensiero liberale è quello di avere reso possibile la proclamazione degli inalienabili diritti umani, di cui c’è evidenza nelle nostre Costituzioni e nelle Dichiarazioni democratiche.
Il principale svantaggio può essere indicato nell’aver concepito la proprietà privata come un diritto di natura. In realtà, osservano i critici, la proprietà privata può essere giustificata solo in rapporto al lavoro: io posso dire «questa terra è mia» solo e nella misura in cui la coltivo e la curo avvalendomi delle mie braccia e del mio cervello. Di fatto, invece, il l. consente la sussistenza della proprietà e del reddito anche indipendentemente dal lavoro e, dunque, considera lecito che una persona possa essere ricca anche senza lavorare.

12. Comunismo

Il comunismo è fratello gemello del socialismo e si può comprendere solo partendo da questo. Il termine viene usato da Marx ed Engels nel loro Manifesto, per distinguerlo proprio dal socialismo che, a loro giudizio, si è imborghesito allontanandosi dalla realtà delle fabbriche.
Il principale vantaggio del c. può essere indicato nel fatto che, almeno in teoria, esso si basa su un’analisi economica ancora valida e che il suo ideale di giustizia è compatibile con politiche di tipo democratico.
Il principale limite deriva dal modo in cui i governi comunisti hanno interpretato concretamente lo spirito comunista: in pratica, essi hanno finito per assumere un atteggiamento di tipo paternalistico e, col pretesto di dover badare al bene dei cittadini, hanno finito anche per negare i diritti democratici e per guidare i rispettivi paesi in modo autoritario, svilendo i valori di giustizia sociale contenuti nei loro programmi politici.

11. Anarchismo

L’anarchismo può essere definito come una corrente di pensiero che vede nel governo dello Stato un’istituzione tanto inutile quanto dannosa.
Per l’a. la sovranità non appartiene né al popolo, né allo Stato, ma al singolo individuo, almeno per quel che concerne la sua persona.

10. Costituzione e Costituzionalismo

Costituzionalismo vuol dire fondare il potere legislativo su alcuni princìpi generali condivisi, quegli stessi princìpi che, in passato, venivano ricondotti a un dio e chiamati «legge di natura» e che ora chiamiamo articoli della costituzione.
Di norma, i princìpi espressi dalle varie c. sono eccellenti. Il problema è che spesso non vengono attuati, che c’è differenza fra teoria e realtà.

9. Repubblicanesimo (la Quarta via)

La Repubblica è una forma di governo non monarchica, che garantisce in varia misura la libertà, l’eguaglianza e la partecipazione di un gran numero di cittadini al potere politico.
Per i repubblicani, il massimo valore politico è la legge.
La Repubblica è compatibile con la democrazia diretta. In pratica, però, essa trova attuazione solo nei regimi rappresentativi.

8. Regimi militari

I regimi militari si affermano per lo più in paesi dove regna la povertà e l’ignoranza e che sono afflitti da disordini sociali persistenti.
Il vantaggio del regime militare è di riportare l’ordine sociale, laddove questo sia turbato da condizioni di guerra civile.
Lo svantaggio è la limitazione di tutte le libertà delle persone.

7. Populismo

La democrazia populista o plebiscitaria è una forma di regime autoritario, guidato da un capo carismatico, che si appella direttamente al popolo e si eleva a rappresentante della nazione, un vero e proprio dittatore.
Ai giorni nostri, questo tipo di democrazia è favorita dal ruolo sempre più determinante dei mass media, soprattutto della televisione, che rende possibile il contatto diretto tra leader e masse.

6. Elitismo

L’elitista crede che la stragrande maggioranza di cittadini non sia capace di autogovernarsi e abbia bisogno di guide, e approva e sostiene la società duale.
Che lo dichiari espressamente o meno, l’elitista è convinto che ci sono due tipi di uomini: gli uomini con capacità superiori (i più forti, i migliori, l’élite, i dominatori), e quelli con capacità inferiori (i più deboli, il popolo, le masse, i dominati). I primi, e solo loro, governano e devono governare, legiferano e devono legiferare, comandano e devono comandare. Tutti gli altri devono essere esclusi dal potere, perché non ne sono all’altezza. Come eterni bambini essi dovranno essere tenuti sotto tutela da qualcuno che decida per loro e stabilisca cosa sia il loro bene e il loro male e come debbano essere felici.
L’elitista si affretta a giustificare l’apparenza, senza indugiare a chiedersi il perché delle cose che vede, senza argomentare adeguatamente il suo giudizio, ovvero senza preoccuparsi di dimostrare né che i dominanti sono anche i migliori, né che le masse sono veramente incapaci. E questo è, a mio avviso, il suo principale limite.

5. Tirannide

Chiamasi tirannide una particolare forma di governo dispotico, che si affermò nel mondo greco a partire dal VII al VI sec. a.C. come risposta alla necessità di riportare la pace sociale nelle poleis sconvolte da lotte intestine.
Può essere assimilata ad una sorta di principato o di monarchia, con tendenza al potere assoluto.

4.0. Imperialismo

Tutte le forme di i., passate e presenti, si fondano in quello che possiamo chiamare «principio di superiorità», che può essere interpretato in modi diversi.
Senza una qualche idea di superiorità, l’i. sarebbe praticamente impossibile sia da concepire, sia da attuare.
Sotto questo aspetto, l’i. assomiglia al nazionalismo (vedi http://scuoladidemocrazia-stato-nazione.blogspot.com/).

3. Monarchismo

Per m. s’intende il governo di uno solo, che esercita il potere per volere di un dio e/o del popolo, mentre lo status sociale di tutte le altre persone è quello di «suddito».
Dove c’è la m., ivi c’è disuguaglianza per nascita e dove c’è disuguaglianza per nascita non c’è democrazia.

2. Assolutismo

Chiamiamo a. un regime politico in cui chi governa non deve dare conto a nessuno di ciò che fa e non deve sottrarsi a nessuna legge.
I governi autocratici (o monocratici o assoluti) trattano i sudditi alla stessa stregua di bambini. Così come i bambini, a causa della loro immaturità, non sono autonomi né idonei ad assumersi responsabilità o ad esercitare il discernimento morale e, di conseguenza, hanno bisogno di figure paterne e tutelari, allo stesso modo i sudditi hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro e li governi.

1. Forme di governo

Classicamente, si distinguono tre principali forme di governo possibili: monarchia, aristocrazia e democrazia.